Dal 1863 è uno dei siti più famosi della preistoria europea, in quanto abitata continuativamente dall’uomo dal primo Neolitico (fine VI millennio a.C.) alla fine dell’età del Bronzo (900 a.C. circa).
Si tratta di un documento unico nel suo genere per mostrare al pubblico, sempre, parte degli eccezionali resti lignei del Neolotico che circondano l’isolino Virginia.
All'Isolino Virginia, durante il Neolitico Antico e Medio (5060/4800 a.C.-4340/3970 a.C.), l’uomo realizza direttamente sul terreno le monumentali piattaforme lignee sulle quali costruire le proprie case a pianta rettangolare. Durante il Neolitico superiore (IV millennio a.C.) le palafitte costruite all’asciutto permettevano di evitare l’allagamento delle abitazioni.
Nel seicento l’isola compare sotto il nome di S. Biagio. In seguito venne chiamata Isola Camilla, in onore della moglie del duca Antonio Litta Visconti Arese. Dal 1878, anno in cui fu ribattezzata in omaggio della moglie del Marchese Andrea Ponti, porta il nome di Virginia.
I resti lignei del villaggio preistorico dell’Isolino Virginia si sono conservati grazie alle particolari condizioni di giacitura del deposito archeologico, in ambiente umido o sommerso. Le palafitte dell’Isolino condividono i caratteri di molti degli insediamenti lacustri del Neolitico circum-alpino che rendono l’applicazione della dendrocronologia difficile, o addirittura impossibile ...